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Ministero della Giustizia

Tutela e Coordinamento del Ministero della Giustizia D.P.R. 25.02.2010

Tutela e Coordinamento del Ministero della Giustizia D.P.R. 25.02.2010 - A.N.P.Pe.  Rovigo -  Nord Est
L’Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria - A.N.P.Pe. è stata posta sotto la tutela ed il coordinamento del Ministero della Giustizia con Decreto Ministeriale del 25 febbraio 2010- Dopo la concessione dello Stemma e del Gonfalone di cui al D.P.R. 14 luglio 2008, l’A.N.P.Pe. è così l’Associazione ufficiale dei pensionati del Corpo, che sarà presente alle manifestazioni ufficiali della Polizia Penitenziaria come da direttive del Capo del Dipartimento.
Di seguito riportiamo il Decreto Ministeriale e il Regolamento di esecuzione.
IL MINISTRO
 RILEVATO
che, a decorrere dal 1998, è stata costituita l’Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria (A.N.P.Pe.) – codice fiscale 97156160588 -, unica Organizzazione, a livello nazionale, rappresentativa del personale del disciolto Corpo degli Agenti di Custodia e del Corpo di Polizia Penitenziaria in congedo, con sede in Roma;
VISTO
lo statuto dell'A.N.P.Pe.,rinnovato con Rogito Notarile n°8971 Rep. n°29506 in data 21 Gennaio 2009, nell'osservanza della normativa vigente, che ha previsto la sua ricostruzione;
RITENUTO
che le finalità statutarie dell’A.N.P.Pe. hanno come scopo precipuo, tra l’altro: quello di tramandare le tradizioni del Corpo; di svolgere e migliorare ogni possibile assistenza sociale, culturale, ricreativa e sportiva; di attuare rapporti di solidarietà; di rinsaldare lo spirito di amicizia tra il personale in quiescenza e quello in servizio; di glorificare i Caduti del Corpo; di contribuire alla prevenzione della criminalità attraverso un’opera d’ordine culturale, politica e sociale; di collaborare con le Istituzioni, gli Enti locali e le Associazioni di categoria in attività di volontariato, di tutela dell’ambiente, di soccorso pubblico, di calamità naturali e di protezione civile;
VISTO
il D.P.R. 14 luglio 2008, trascritto nel Registro Araldico dell’Archivio Centrale dello Stato in data 8 Settembre 2008 e registrato nei Registri dell’Ufficio Onorificenza e Araldica della Presidenza del Consiglio dei Ministri il 22 settembre 2008 – foglio 57, reg. 2008; con cui sono stati concessi all’ANPPe lo Stemma e il Gonfalone;
VISTO
che nello Statuto dell’Associazione sopra richiamato è previsto l’intendimento di porre l’Associazione stessa sotto la tutela del Ministero della Giustizia;
TENUTO CONTO
che, in relazione agli obiettivi e ai principi associativi esposti, la richiesta tutela è meritevole di ogni considerazione;
ATTESO
che l’ANPPe partecipa, da tempo, su tutto il territorio nazionale, a cerimonie e a manifestazioni di carattere civile e militare e coopera con gli Enti locali per attività di vigilanza, di controllo, di assistenza e di volontariato, secondo direttive delle varie Amministrazioni, ricevendo sempre soddisfacenti apprezzamenti;
RITENUTO
che il riconoscimento della tutela e del patrocinio del Ministero della Giustizia all’ANPPe assume una rilevanza particolare sia nell’ambito del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria sia nei confronti delle Istituzioni, ad ogni livello e sotto ogni aspetto;
RITENUTO
altresi' che tale riconoscimento costituisce anche un attestato estremamente significativo nei confronti del personale del disciolto Corpo degli Agenti di Custodia e del Corpo di Polizia Penitenziaria in congedo, che si è sempre impegnato con grande spirito di sacrificio nell’adempimento dei compiti ordinamentali;
DECRETA
L’Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria è posta sotto la tutela e il Coordinamento del Ministero della Giustizia.

Il Ministro On. Avv. Angelino Alfano
 
Roma 25 Febbraio 2010
 

 

Il Ministro della Giustizia

VISTO II proprio decreto in data 25 Febbraio 2010,riguardante la tutela e il coordinamento dell'Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria (ANPPe) da parte del Ministero della Giustizia;

TENUTO CONTO che con II provvedimento richiamato si è inteso riconoscere all'ANPPe la rappresentatività, a livello nazionale, quale Associazione di categoria ed espressione formale del personale in quiescenza del Corpo degli Agenti di Custodia e del Corpo di Polizia Penitenziaria;

RITENUTA la necessità di disciplinare e di regolamentare tale rapporto, la cui valenza è estremamente significativa sotto un profilo istituzionale;


EMANA il seguente

Regolamento di esecuzione e di attuazione del D.M. 25 Febbraio 2010, visitato dall'Ufficio Centrale del Bilancio presso il Ministero della Giustizia al n° 4242 in data 2 Marzo 2010-                            :

Articolo 1 (Disposizioni generali)

     1, Lo Stemma e Gonfalone concessi all'ANPPe con 11 D.P.R, 14 Luglio 2008 identificano l'Associazione e le sue finalita' statutarie, ad ogni livello e in ogni circostanza -
2,
L'A.N.P.Pe. e' ufficialmente autorizzata a partecipare e a manifestazioni di carattere civile e militare su tutto il territorio nazionale, esponendo lo Stemma e il Gonfalone nonche' il Labaro delle rispettive Sezioni.

 Articolo 2 (Rapporti istituzionali)

       1. L'A.N.P.Pe. nei rapporti con gli Enti e con gli Organismi Istituzionali, e' autorizzata a comunicare di essere sotto la tutela ed il coordinamento del Ministero della Giustizia e a richiederne il Patrocinio, nell'ambito delle iniziative che intende assumere.

Articolo 3 (Rapporti con l'Amministrazione Penitenziaria)

      1.  L'A.N.P.Pe. si relaziona presso il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria con l'Ufficio del Cerimoniale, che e' tenuto ad invitare l'Associazione, senza obbligo di intervento, in occasione delle manifestazioni che riguardano l'Amministrazione Penitenziaria. 
2.  II Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria individuera' una figura professionale inserita nell'ambito degli Uffici alle dirette dipendenze del Capo Dipartimento che terra' i contatti di ogno genere con l'A.N.P.Pe.

Articolo 4 (Attività statutaria)

L'A.N.P.Pe.può rivolgersi direttamente al Gabinetto del Ministro Guardasigill e al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, per assistenza e sostegno alle attività statutarie, in relazione alla particolare rilevanza sociale dì specifiche iniziative, sia in materia di rappresentatività che dì organizzazione e di immagine,

Articolo 5 (Impiego e disponibilità)

     1.  I Soci e gli Iscritti all'ANPPe possono essere chiamati a svolgere, su base volontaria, incarichi negli Istituti di Pena, per esigenze e nell'interesse dell'Amministrazione Penitenziaria -
  2. I! Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria garantirà che in ogni struttura penitenziaria sia riservato, a titolo gratuito, un locale per l'A.N.P.Pe. per lo svolgimento dell'attivita' associativa e per una aggregazione e integrazione con il personale del Corpo in servizio e che sia messa a disposizione una bacheca -

Articolo 6 (Riconoscimento)

 1. La tutela e il coordinamento accordati all' A.N.P.Pe costituiscono un riconoscimento tangibile, e quindi piu che simbolico, ad una Associazione la cui immagine rappresentativa ha acquisito rilevanza nazionale. per cui l'A.N.P.Pe. stessa, avvalendosi di una attestazione cosi significativa, puo' considerarsi una Organizzazione associativa facente capo al Ministero della Giustizia e in esso inserita sotto ogni aspetto.

                                                                Il Ministro


Roma 28 Maggio 2010

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La storia del Corpo di Polizia Penitenziaria

La storia del Corpo di Polizia Penitenziaria - A.N.P.Pe.  Rovigo -  Nord Est
Il Corpo di Polizia Penitenziaria è l'erede del Corpo delle Guardie Carcerarie, creato nel 1873, poi riformato nel Corpo degli Agenti di Custodia delle Carceri (1890), ad ordinamento militare; l'amministrazione sarebbe passata nel 1922 dal Ministero dell'Interno al Ministero di Grazia e Giustizia. Nel 1990, con la legge n. 395 del 15 dicembre, il Corpo ha assunto la nuova denominazione ed è stato smilitarizzato. Vi sono confluiti gli appartenenti e le dotazioni dell'ex Corpo degli Agenti di Custodia delle Carceri e, in parte, le ex-Vigilatrici Penitenziarie.
I compiti istituzionali sono descritti nell'art. 5 della detta Legge, che stabilisce che il Corpo di Polizia Penitenziaria, ora amministrato dal Ministero della Giustizia - Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, espleta quanto stabilito sia dall'ordinamento penitenziario (legge n. 354 del 1975) e dal suo regolamento attualmente in vigore (D.P.R. 230/2000), nonché da quanto previsto dalla stessa legge 395.
Il Corpo garantisce l'esecuzione dei provvedimenti restrittivi della libertà personale, garantisce l'ordine pubblico e la tutela della sicurezza all'interno degli istituti, partecipa alle attività di osservazione e trattamento dei detenuti; inoltre, espleta servizi di ordine e sicurezza pubblica e di pubblico soccorso, nonchè di Traduzione e Piantonamento dei ristretti, anche nei luoghi esterni di cura in caso di piantonamenti per motivi di salute, ma anche presso le aule giudiziarie durante lo svolgimento dei processi (attribuzioni precedentemente della Polizia di Stato e dei Carabinieri).
Gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria sono Agenti e Ufficiali di Pubblica Sicurezza e di Polizia Giudiziaria. Numerosi sono ormai i servizi, oltre a quelli istituzionali più noti, svolti dal Corpo. Dall'ordine pubblico (su richiesta del Prefetto), al controllo degli arresti domiciliari, a compiti di sorveglianza e scorta di obiettivi sensibili e personalità sottoposti a misure di protezione (Ministro della giustizia, magistrati, collaboratori di giustizia, etc.), ed entro breve è prevista anche l'istituzionalizzazione dei ruoli tecnici, come avviene negli altri corpi di polizia. Al Corpo di Polizia Penitenziaria appartengono i gruppi sportivi Astrea e Fiamme Azzurre.
Con Decreto, pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia del 31 marzo 2004, il Ministro della Giustizia ha dato attuazione al D.Lgs. del 21 maggio 2000, n. 146, concernente la individuazione dei compiti e delle mansioni degli appartenenti ai Ruoli Direttivi Ordinario e Speciale del Corpo di Polizia Penitenziaria. Inoltre, un decreto ministeriale del 14 giugno del 2007 ha istituito un Nucleo Centrale Investigativo, un servizio centrale di polizia giudiziaria che svolge in via continuativa e prioritaria le funzioni di cui all'art. 55 del Codice di Procedura Penale, alle dipendenze funzionali e sotto la direzione dell'Autorità Giudiziaria, per fatti di reato commessi in ambito penitenziario o, comunque, direttamente collegati all'ambito penitenziario. Un ulteriore passo in avanti di una Forza di Polizia che può essere senza alcun dubbio considerata di altissimo livello, per la difficoltà e la cospicuità dei compiti ad essa affidati.
La Polizia Penitenziaria, dopo la riforma del 1990, ha abbandonato le vecchie divise grigio-verdi del disciolto Corpo degli Agenti di Custodia, per indossare uniformi blu e tute operative dello stesso colore, pur essendo ancora in uso quelle grigie - in dotazione specialmente al Gruppo Operativo Mobile (GOM).
L'uniforme invernale consta di giubba con bottoni argentati e fregio del Corpo con spalline con bordo azzurro, pantaloni dello stesso colore, e camicia manica lunga di colore azzurro e cravatta dello stesso colore. Il vestiario comprende anche una giacca a vento in goretex munita di ampie tasche e spalline bordate di celeste. La giacca è munita di termofodera in pile, comodamente staccabile e indossabile come corpetto-gilet essendo possibile rimuovere le maniche mediante cerniere lampo interne.
L'uniforme ordinaria estiva invece è composta da camicia azzurra con maniche corte, con taschini sul petto e bottoncini argentati con fregio, pantaloni di cotone blu e cintura con fibbia e fregio di colore blu. Con queste uniformi sono previsti basco azzurro con fregio, oppure berretto rigido blu con fregio.
Le tute operative in uso al Corpo sono ancora in gran parte quelle grigie, sopra le quali si indossa la giacca a vento blu in dotazione nei mesi freddi, o una polo blu (tuttavia ancora non decretata ufficialmente) al posto della giacca della tuta, in periodi di grande calura. Stivaletti invernali (tipo polacchine) per l'ordinaria, ed anfibi operativi per l'operativa.
Comunque sono in fase di collaudo le nuove tute operative, di colore blu, dotate di termofodera avente le stesse caratteristiche di quella della giacca a vento impermeabile, e varie dotazioni che dovrebbero renderla più pratica di quella attuale grigia. È previsto l'utilizzo di queste tute anche all'interno delle Sezioni Detentive, dato che l'uniforme ordinaria con il passare del tempo risultata scomoda e poco funzionale per il tipo di servizio svolto dagli agenti. Vi sono poi anche capi di vestiario come il maglione blu a V con toppe di rinforzo su spalle/gomiti e scritta "Polizia Penitenziaria", il maglione a collo alto con cerniera lampo, un cappotto a doppia abbottonatura (in verità poco utilizzato) e tutti gli accessori per le uniformi di servizio -